Ma ciò che è positivo rimarcare è che l’andamento delle borse segna un ritorno al ‘bello’, gli spread tra Bond nazionali e Bond tedesco a 10 anni sono discesi – in Italia siamo intorno a 360-370 punti – mentre anche il peso della cigs/cigo (Cassa Integrazione Straordinaria ed Ordinaria), a detta di Inps, si è ridotto, rispetto a Gennaio 2011, mediamente del 9%.
Insomma l’Italia in primis sembra finalmente cavalcare il cavallo giusto e la nostra economia comincia a dare alcuni segnali positivi.
Questo non vuol dire che sia stata debellata la crisi e siano stati fugati gli spettri delle conseguenze derivanti dalla gravissima recessione che stiamo vivendo. Anche perchè i tracolli subiti tra il 2008 ed il 2012 sono talmente pesanti che ripristinare condizioni di reale crescita e profittabilità sarà questione di tempi medio-lunghi: il confronto positivo anno su anno comunque c’è ed è incoraggiante.
…. be’, certo!!!! Il Governo ha lavorato ed ha prodotto decisioni ed interventi mirati. Giudizi a parte. Gli interventi della BCE e degli Organismi Istituzionali – museruole comprese ai detrattori! – hanno fatto la loro parte.
Francamente, ad oggi, nessuno o quasi delle misure decise hanno già un riscontro contabile – magari la tassazione finanziaria, l’IVA, sicuramente le accise ed il prezzo della benzina … – e per poter quantificare matematicamente i risultati delle decisioni ci vorrà almeno 1 anno, quindi almeno Gennaio 2013. Eppure i riscontri ci sono già: il clima di fiducia ingenerato dal nuovo Governo è indubbio; gli aiuti europei idem; il risultato, seppur direi ancora virtuale, ha già una sua consistenza.
Stanti i riscontri reali che soltanto tra almeno 1 anno avremo – eh ma saremo in piena campagna elettorale e sotto le elezioni un po’ tutti gli indicatori sballano! – mi sfugge essenzialmente la sensazione di come e se sia stato colto il segno del cambiamento.
Sicuramente è stata ed è tangibile l’importanza del cambiamento di costumi. Risulta non avvertibile perchè decisamente non colto ed anzi evitato il cambiamento a 360° delle modalità di approccio ai problemi economico-finanziari e di vivibilità del sistema.
Come declarato da importanti economisti mondiali, noi abbiamo 2 Debiti importanti: il Debito Economico-Finanziario ed il Debito Ambientale. Il primo causato dall’uso spericolato delle risorse della produzione e dello scambio senza alcuna considerazione per le modalità/possibilità di reintegro e mantenimento nell’ambito del Ciclo dei Consumi. Il secondo, analogamente, per un dissennato sperpero e dissipamento delle risorse < energetiche > – tout court! perchè l’Ambiente è essenzialmente e sostanzialmente Energia – ed anzi quasi in sfida delle capacità rigenerative dell’Ambiente stesso.
L’un debito e l’altro ovviamente non sono inversamente prorporzionali, eh no!, anzi sono decisamente sovrabbondanti e ridondanti e sommandosi si amplificano all’ infinito. Non abbiamo uno spread Aria U.E. / Aria Cina o Petrolio Iraq / Petrolio Venezuela … anzi, no … sul Petrolio, fondamentale commodity del Mercato Fianziario, un rapporto di valori e benchmark di consumo esistono senz’altro, ma sono usati con il fine di quanto costa quel kilo di energia all’industria, alla produzione, al ciclo del consumo.
Ed ecco che il mostro incontra se stesso: quanto maggior peso diamo al costo dell’ < Energia > e quindi all’Ambiente in funzione dei consumi, tanto più saremo finalizzati ad aumentarli i consumi o ad infischiarcene dei ' prezzi ' da pagare. Ciò nonostante quel bene continua ad essere ” consumato “, cioè eroso; continua a produrre i suoi dannosissimi scarti, continua, così come oggi utilizziamo le risorse ambientali, a rappresentare un rischio esistente e cogente che, anche se non ce ne rendiamo conto ed anche se non ne contabilizziamo ogni giorno lo spread, amplifica e peggiora il Debito Finanziario, decisamente più scenografico. Eppure l’unica vera e primigenia fonte di Bene, di Benessere che l’Umanità abbia è costituita dall’Ambiente e dalla Natura.
Gli economisti, i Finanziari, sanno che c’è il modo di collegare i due debiti e che si può trovare la strada per portare sulla stessa asticella di valori, abbracciati come gli anelli di una catena, l’Esigenza Finanziaria – psicologicamente gestibile – e l’Ineluttabilità Ambientale.
In questo senso, la Crisi degli anni 2000 e la Grande Recessione di Inizio Millennio rischiano di essere o sono già una sfida tutta da vincere!
Bianca Stella Scarinci







La protesta dei camionisti si è svegliata all'alba, con un urlo straziante smorzato solo dalla morte. Sorda e cinica ha tinto di rosso sangue il secondo giorno di lotta contro le misure del Governo Monti. Un'alba tinta di rosso sangue, innocente, in strada per difendere il proprio salario dall'assalto del Governo dei banchieri. Massimo Crepaldi astigiano di 46 anni, questa mattina alle 5 era insieme a tanti suoi colleghi per partecipare al presidio degli autotrasportatori sulla statale 10 nei pressi di Asti ovest quando, per cause ancora in corso di accertamento, è stato travolto e ucciso da un tir guidato da una camionista tedesca.
La protesta era nell'aria da tempo, pronta a esplodere da un momento all'altro, con forza. Eppure nessuno dei "professorini" ha voluto guardare l'ha voluta prendere seriamente in considerazione. Il Governo, forte del consenso dei partiti, era forse convinto che sarebbe bastato fare un blitz a Cortina, abolire qualche Ordine professionale o predicare pazienza e coraggio per fare ingoiare ai cittadini il boccone avvelenato con tasse sempre più alte e rincari esagerati. Invece no. Le cose, purtroppo per Monti e per i suoi professorini, sono andate molto diversamente. Questa volta la pazienza, che si sa ha un limite a tutto, il limite sembra averlo superato abbondantemente.

