Protesta insanguinata, muore autotrasportatore investito da un tir

La protesta dei camionisti si è svegliata all'alba, con un urlo straziante smorzato solo dalla morte. Sorda e cinica  ha tinto di rosso sangue il secondo giorno di lotta contro le misure del Governo Monti. Un'alba tinta di rosso sangue, innocente, in strada per difendere il proprio salario dall'assalto del Governo dei banchieri. Massimo Crepaldi astigiano di 46 anni, questa mattina alle 5 era insieme a tanti suoi colleghi per partecipare al presidio degli autotrasportatori sulla statale 10 nei pressi di Asti ovest quando, per cause ancora in corso di accertamento, è stato travolto e ucciso da un tir guidato da una camionista tedesca.

Uno di quei mostri della strada che erano la sua vita questa volta l'ha condotto alla morte. Dalle prime informazioni sembra si sia trattato di un incidente ma la donna si trova in stato di fermo. La situazione resta comunque sotto controllo. Trasportounito, il sindacato che ha proclamato il fermo degli autotrasportatori, subito dopo la tragedia ha riunito d'urgenza il direttivo per valutare come muoversi per stemperare la tensione che, in queste ore, è pericolosamente alta. “Il dramma che si è consumato sulla statale di Asti – fa sapere Maurizio Longo, segretario generale di Trasportounito, in un comunicato diffuso nella mattina di oggi - chiama in causa molte e precise responsabilità. In queste ore dobbiamo solo stringerci alla famiglia in un lutto gravissimo. Invitiamo anche le autorità e le forze di polizia a non assumere decisioni che esasperino la tensione. Decisioni di cui dovranno altrimenti rispondere”. Un invito alla calma ai trasportatori ma anche un invito a evitare provocazioni all'indirizzo delle forze dell'ordine affinché si eviti qualunque azione di violenza. Intanto, la protesta continua con qualche rallentamento, senza intralci al traffico e soprattutto senza incidenti.