Manganelli contro i pescatori, manette contro gli autotrasportatori: ecco la risposta del Governo alle richieste dei lavoratori
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- Categoria: Primo piano
- Pubblicato Giovedì, 26 Gennaio 2012 02:19
- Scritto da Francesco Mura

Cariche, pestaggi, un morto, tre feriti e undici di arresti: è questo il primo bilancio della protesta che è esplosa negli ultimi giorni. Dai tassisti agli autotrasportatori, dai pescatori ai pastori il fronte del NO alla manovra del Governo cresce di giorno in giorno allargandosi a macchia d'olio in tutto il paese. Oggi è stata la volta dei pescatori, scesi sul piede di guerra per protestare contro le regole dell'Unione europea e il caro gasolio che colpisce il settore marittimo. Molti operatori del settore, infatti, sono costretti a tenere le proprie imbarcazioni ormeggiate nei porti e le famiglie senza alcun sostegno economico.
Arrivati a Roma da tutte le parti d'Italia, alcune centinaia di pescatori si sono dati appuntamento davanti alla Camera dei deputati con cori, striscioni, bandiere, petardi e forse anche qualche bomba carta. Una protesta legittima che doveva essere anche pacifica. Ma è bastato qualche petardo, qualcuno dice una bomba carta più rumorosa che dannosa, per scatenare polizia e carabinieri in una violenta caccia all'uomo. Un attacco , secondo alcuni testimoni, violento e mirato a colpire duro. Alla fine ci saranno tre feriti, due dei quali sono stati medicati sul posto dal personale del 118 mentre il terzo è finito in ospedale a causa delle ferite riportate. Si fa sempre più pesante anche il bilancio dei quattro giorni di presidio dei trasportatori. Dopo la morte del camionista travolto e ucciso dell'astigiano, e il conseguente arresto della camionista tedesca che l'ha investito, la polizia stradale ha arrestato undidi camionisti. Invece, ancora una volta, è arrivata la violenza. Il Governo dei non eletti, tanto caro al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, ha deciso di reprimere con la forza chiunque osi contraddirlo. Con disinvoltura. Il messaggio, ormai, appare chiaro: pagate e zitti. E se a qualcuno venisse in mente di alzare anche solo la voce, “il governo provvisorio mai eletto” sappia che ora regna la legge del manganello.
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